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Chiar.mo Dott. Giuseppe Ferruccio

I^ Sez. Pen.

Tribunale di Salerno

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e, per quanto di competenza Chiar.mo Sig. Presidente

Tribunale di Salerno

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e, per quanto di competenza Chiar.mo Sig. Procuratore Capo della Repubblica

Tribunale di Salerno

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e, per quanto di competenza Chiar.mo Sig. Procuratore Capo della Repubblica

Tribunale di Perugia

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e, per quanto di competenza Chiar.mo Sig. Generale Comandante

Comando Generale Arma dei Carabinieri

viale Romania n. 45, 00197 Roma

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e,per conoscenza Chiar.mo Sig. Presidente Cons. Dott. Vincenzo Siani

1^ Sezione Penale Corte Suprema di Cassazione – Roma

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e, per conoscenza Chiar.mo Cons. Dott.ssa Lucia Casale

Tribunale di Salerno

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Proc. pen. n. 1930/17 RGNR – n. 5527/19 RG.DIB a carico di Pinto Francesco Antonio, Giudice di Pace Coordinatore del Mandamento di Montalto Uffugo (all'epoca dei fatti).

Reato contestato: art. 595 c.p., per avere riportato nella memoria depositata al Consiglio Giudiziario di Catanzaro e pubblicata sul sito internet:

non sono un delinquente per i seguenti ordini di motivi:

  1. non ho fatto politica e neppure ho mai chiesto consensi elettorali a “don” Gaspare Cuntrera ed ai soggetti del suo entourage;

  2. non sono mai stato il referente della famiglia Cuntrera;

  3. non ho mai partecipato alle riunioni della famiglia Cuntrera nelle varie località del mondo;

  4. non sono quell’Avvocato che usufruiva della “scorta” agli incontri presso l’Isola Margarita e Caracas (Venezuela);

  5. non sono l’Avvocato (di altra realtà territoriale) presente davanti alla barberia di Corigliano Calabro Stazione, mentre Luigi Lanzillotta veniva eliminato con modalità tipo Chicago anni trenta”.

Parte offesa – querelante:

Avv. Caracciolo Pietro – Sindaco di Montalto Uffugo (CS), identificatosi in quell' “avvocato sconosciuto”.

 

MEMORIA EX ART. 121 C.P.P. - DA INTENDERSI ANCHE QUALI FORMALI SPONTANEE DICHIARAZIONI DELL'IMPUTATO E DA FAR PARTE INTEGRANTE DEL VERBALE D'UDIENZA DEL 07-03-2023.

<<>>

  • Ripropongo, ancora una volta, la pregiudiziale di rito (incompetenza territoriale dell'Ufficio Giudiziario di Salerno in favore dell'Ufficio Giudiziario di Perugia).

  • Ripropongo, ancora una volta, l'eccepita improcedibilità per violazione dei termini per la proposizione della querela.

  • Ripropongo, ancora una volta, l'eccepita nullità insanabile per omessa incombenza ex art. 415bis c.p.p.

  • Ripropongo, ancora una volta, la violazione del diritto di difesa per essere stato omesso, dopo la costituzione delle parti, l'invito del Giudice all'imputato di rendere spontanee dichiarazioni ex art. 494 c.p.p.. Il Giudice Dott. Giuseppe Ferruccio ha omesso l'applicazione della norma processuale e mi ha sempre redarguito affermando: l'imputato deve stare zitto, non può parlare. A questo comportamento non condivisibile si è associato il PM Dott.ssa Katia Bisogno ed il difensore d'ufficio Avv. Lorica, nominato irritualmente, in violazione di legge e del diritto di difesa dal Dott. Giuseppe Ferruccio.

  • Ripropongo, ancora una volta, la violazione del diritto di difesa per essere stata trattata tutta la fase pre-dibattimentale con difensori d'ufficio, essendo stato ignorato reiteratamente il proprio difensore di fiducia.

  • Ripropongo, ancora una volta, l'omessa pronuncia sulla reiterata istanza per la declaratoria ex art. 129 - 469 c.p.p., correlata alla denunciata “sparizione” degli atti del fascicolo del dibattimento ad opera di “ignoti”.

  • Ripropongo, ancora una volta, la lista testi ex art. 468 c.p.p., irritualmente non ammessa, in violazione di legge.

  • Ripropongo, ancora una volta, la violazione di legge e procedurale della citazione diretta a giudizio, con errata indicazione del difensore.

  • Ripropongo, ancora una volta, la nullità dell'esame del Caracciolo Pietro, per omessa domanda della pendenza di procedimenti a Suo carico, a seguito della denuncia dell'Avv. Francesco Antonio Pinto, di voto di scambio elettorale con soggetto condannato per associazione mafiosa (leggasi: “don” Gaspare Cuntrera e “famiglia”), nonchè formale denuncia nei confronti del Caracciolo Pietro per associazione mafiosa e riciclaggio di ingeniti risorse economiche, anche attraverso prestanomi nominativamente individuabili.

  • Conoscenza del Dott. Giuseppe Ferruccio, nonchè altri nominativamente individuabili, di cinque omicidi di mafia irrisolti, ai quali l'Avv. Francesco Antonio Pinto aveva dato disponibilità collaborativa ed omessa trasmissione degli atti all'Ufficio competente per materia e territorio.

  • Conoscenza del Dott. Giuseppe Ferruccio della denuncia dei fatti relativi all'omicidio di Lanzillotta Luigi, riportato nel capo d'imputazione, ed omessa trasmissione degli atti all'Ufficio competente per materia e territorio.

  • Auto-denuncia dell'Avv. Caracciolo Pietro e ruolo svolto nei fatti riportati nel capo d'imputazione.

  • Negatoria sui fatti del capo d'imputazione dell'Avv. Caracciolo Pietro e reato impossibile ex art. 49 c.p., addebitato all'Avv. Francesco Antonio Pinto.

  • Qualifica di Giudice e Pubblico Ufficiale del Dott. Giuseppe Ferruccio e valutazione delle omissioni ai fini del ricorso alla Corte di Giustizia Europea.

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NARRAZIONE RIASSUNTIVA DEI FATTI PROCESSUALI

  • Ho prestato servizio nella qualità di Giudice di pace coordinatore nel mandamento di Montalto Uffugo, contemporaneamente Giudice di pace coordinatore reggente dell'Ufficio di San Marco Argentano, contemporanemente Giudice di pace supplente dell'Ufficio di Acri, Giudice di pace di Roma.

  • Dopo qualche tempo che ero in servizio nel Mandamento di Montalto Uffugo il Presidente del Tribunale di Cosenza, mio diretto superiore, mi ha convocato e, nel discorso sull'andamento dell'Ufficio, mi raccomandadava di farlo funzionare in maniera ottimale, poiché lo rappresentavo sul territorio e in caso in cui succedeva qualche disguido, ne rispondeva lui personalmente.

  • Con l'occasione mi consigliava di stringere un rapporto di amicizia con l'Avv. Caracciolo Pietro.

  • Non ho seguito il consiglio del Presidente, poiché dalle informazioni raccolte presso la Classe Forense mi evidenziavano comportamenti negativi e censurabili, per cui ho mantenuto un rapporto distaccato, come facevo con ogni altro avvocato che frequentava l'ufficio.

  • Però il Presidente mi ha convocato nuovamente in un momento successivo e mi ordinava di stringere un rapporto amicale con l'avvocato Caracciolo Pietro.

  • Il Presidente del Tribunale era il mio diretto superiore, per cui ho eseguito l'ordine impartitomi ed ho cominciato la frequentazione con il Caracciolo. Sono diventato commensale abituale sia del Presidente del Tribunale, che dell'Avv. Caracciolo Pietro.

  • Le sentenze emesse a favore dell'Avv. Caracciolo Pietro non venivano impugnate, essendo fatto notorio dei rapporti di commensalità del Caracciolo Pietro con il Presidente del Tribunale.

  • Allorquando doveva fare il praticantato come avvocato mio figlio Francesco, il Caracciolo si rese disponibile per farlo fare presso il Suo studio e, poiché non ero nelle condizioni economiche di poterlo mantenere a Cosenza, offrì la disponibilità della “suite” della sua villa con piscina. A dire dell'Avv. Caracciolo Pietro il praticantato è durato tre anni e l'ospitalità nella “suite” della sua villa due anni.

  • Non mi sono astenuto dalla trattazione di una miriade di procedimenti civili ed anche penali nell'arco temporale di quindici anni.

  • Negli anni e nel tempo sono venuto a conoscenza del rapporto amicale con “don” Gaspare Cutrera e la “famiglia” Cuntrera.

  • Inoltre, venivo a conoscenza degli ingenti investimenti che transitavano attaverso la Banca di San Vincenzo la Costa (in bonis), per come il Caracciolo mi rappresentava.

  • Caracciolo Pietro utilizzava la password del Presidente del Tribunale per accedere agli atti riservati del Ministero della Giustizia.

  • Per come ha dichiarato all'Ispettore Franco Adduca il Caracciolo era in ottimi rapporti amicali con Rocco Chiappetta, il cui genitore aveva la disponibilità della Banca di SanVincenzo La Costa, dove transitavano anche gli ingenti investimenti della “famiglia” Cuntrera.

  • Il rapporto col Caracciolo si è incrinato allorquando il suocero di Rocco Chiappetta, Aiello Angelo, mi offriva un assegno con la cifra in bianco e mi evidenziava che potevo completarlo con qualunque cifra, la cui copertura era assicurata e garantita.

  • Non ho accettato la regalìa ed il rifiuto non è stato gradito dall'Avv. Caracciolo Pietro, presente nell'abitazione di Aiello Angelo in Toronto. Questo episodio è stato il preludio della rottura del nostro rapporto.

  • Dalla confidenza di Tony Nigro appresi che il Caracciolo preparava la campagna elettorale a Sindaco di Montato Uffugo, chiedendo l'aiuto e l'appoggio di “don” Gaspare Cuntrera (attualmente deceduto) e della “famiglia” Cuntrera.

  • Una mattina il Caracciolo Pietro (durante la permanenza a Toronto) era impegnato altrove e Tony Nigro ci accompagnava (con il fratello Oscar Caracciolo, il cognato Fabio Filosa e Tarasi Salvatore) alle Cascate del Niagara.

  • In quell'occasione il Nigro mi rappresentava la sua ambizione a diventare Sindaco di Montalto Uffugo, ma aveva dovuto recedere dopo l'impegno che “don” Gaspare Cuntrera aveva preso con l'Avv. Caracciolo Pietro, per cui era stato costretto a fare un “passo” indietro.

  • Quando è stato eletto a Sindaco di Montalto Uffugo, nella mia qualità di Giudice di Pace Coordinatore, sono andato alla cerimonia dell'immissione in possesso.

  • Il rancore che aveva accumulato per il rifiuto a far parte della “famiglia” Cuntrera lo ha esternato allorquando ho provato a fissare un appuntamento per problematiche dell'Ufficio, il quale era ubicato sotto la stanza del Sindaco Caracciolo. Mi faceva rispondere al telefono che era impegnato e, quando mi sono recato personalmente al piano superiore, ha rifiutato di ricevermi.

  • A quel punto il rapporto è cessato nella maniera più totale e completa. E' cominciata la prima incomprensiible denuncia al Consiglio Giudiziario di Catanzaro.

  • Il Consiglio Giudiziario di Catanzaro dell'epoca decideva per la mia decadenza e trasmetteva gli atti al Consiglio Superiore della Magistratura, il quale archiviava con una motivazione di 280 pagine.

  • Risulta dal contenuto della motivazione che è stata escussa la moglie del Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro Cons. Dott. Domenico Introcaso, Dott.ssa Rosa Scotto Di Carlo, all'epoca Presidente f.f. del Tribunale di Cosenza, con una accorata difesa nei miei confronti e lamentando il comportamento non condivisibile del Caracciolo Pietro.

  • Dopo l'archiviazione del Consiglio Superiore della Magistratura, il commensale abituale dell'Avv Caracciolo Pietro, Maresciallo Daniele Pierluigi (a suo dire appartenente al Ros dei Carabinieri), mi ha denunciato con la stessa rubrica d'incolpazione del Consiglio Giudiziario di Catanzaro ed il Dott. Dario Granieri (all'epoca Procuratore Capo della Repubblica di Cosenza) è stato sollecito alla trasmissione all'Ufficio Giudiziario (Procura della Repubblica) di Salerno, ex articolo 11 dell'Ordinamento Giudiziario.

  • Non altrettando sollecito è stato il Dott. Dario Granieri nel trasmettere l'accusa del pentito, col grado massimo di diritto e medaglione, all'Ufficio Giudiziario di Salerno, in riferimento ad un processo di mafia a favore di un soggetto in regime di 41bis, dietro corrispettivo, come è documentalmente a conoscenza il Dott. Giuseppe Ferruccio.

  • La calunniosa denuncia del Maresciallo Danielli Pierluigi, commensale abituale dell'Avv. Caracciolo Pietro, è stata definita con una assoluzione predibattimentale, non consentendo un approfondimento dei contenuti degli atti processuali, con particolare riferimento agli omicidi di mafia irrisolti ed al mio apporto collaborativo. L'assoluzione ha chiuso la vicenda con effetti tombali.

  • Ho aperto il sito internet www.avvocatopinto.it, dopo essere venuto a conoscenza della mia programmata eliminazione fisica, decisa in Germania dal “tribunale della mafia”. Ne ha parlato con il Maresciallo Penta (Carabinieri di Corigliano Stazione) la tenutaria dell'appartamento dove si tenevano le “udienze”, la quale, dopo queste esternazioni, diventava collaboratrice di giustizia. Escussa a dibattimento, ha tenuto un comportamento omissivo. Rilevo che ha goduto della scorta della Guardia di Finanza, con l'evidente scopo di precludere qualsiasi rapporto con altre persone. Per mera informativa, sono stato curatore del fallimento dei genitori e del fratello.

  • Ho chiuso il sito dopo essere stato minacciato dall'Avv. Caracciolo Pietro, poichè i contenuti non erano di suo gradimento e delle persone a lui vicine.

  • Ho riaperto il sito dopo la mia programmata eliminazione con l'uso dello strumento giudiziario, in particolare: a) denuncia dell'Avv. Caracciolo Pietro al Consiglio Giudiziario di Catanzaro, con provvedimento di revoca (all'unanimità !!!) delle funzioni di Giudice di pace; b) denuncia per diffamazione nei miei confronti portata forzatamente, irritualmente, illegittimamente ed illegalmente davanti alla 1^ Sez. Penale del Tribunale di Salerno; c) denuncia per calunnia del Dott. Laviola Gaetano, Giudice del Tribunale di Castrovillari, nei confronti dell'Avv. Francesco Antonio Pinto, pendente presso il Tribunale di Salerno. Rapporti amicali ed economici dell'Avv. Caracciolo Pietro con l'Avv. Sammarro Francesco, il quale è stato chiamato a delucidazioni sull'omicidio di Portoraro Leonardo e tentata eliminazione fisica di un soggetto istituzionale scomodo, nominativamente individuabile (la reiterata denuncia non è stata oggetto di approfondimenti dei PM ed i GIP hanno reiteratamente archiviato); d) il Giudice Dott. Prato Matteo (con stanza accanto a quella del Dott. Laviola Gaetano) ha emesso una sentenza a favore dell'Avv. Sammarro Francesco preclusiva dell'accertamento dei rapporti amicali del Dott. Laviola Gaetano con l'Avv. Sammarro Francesco, nonchè del trasferimento ad altra sede del Cons. Dott. Otello Lupacchini e della programmata e tentata eliminazione fisica di un soggetto istituzionale scomodo, nominativamente individuabile; e) ruolo svolto dal “GRAN MAESTRO” (leggasi: Avv. Caracciolo Pietro) della più potente loggia massonica, con sede a Toronto, per “invitare” il Procuratore Capo della Repubblica, che aveva chiesto un provvedimento cautelare nei confronti di un noto penalista, “fratello” del Caracciolo. Correlata programmata custodia cautelare nei confronti della moglie di quel Procuratore Capo della Repubblica, in ipotesi di mancata “spontanea” istanza di trasferimento ad altra sede.

  • Il Caracciolo Pietro è stato reiteratamente favorito anche dall'Ufficio Giudiziario di Salerno, per come emerge dalla mia articolata denuncia nei suoi confronti, trasmessa alla Procura della Repubblica di Cosenza, per competenza territoriale (!!!!!!!!), dalla Dott.ssa Marinella Guglielmotti, Sostituto Procuratore della Repubblica di Salerno. All'epoca dei fatti nel Circondario di Cosenza espletavo le funzioni di Giudice di Pace Coordinatore (!!!!!!!!).

  • La mia denuncia di voto di scambio elettorale con “don” Gaspare Cuntrera e la “famiglia” Cuntrera, nei confronti dell'Avv. Caracciolo Pietro, non è stata presa in alcuna considerazione, come neppure la denuncia per concorso in associazione mafiosa. Il Dott. Giuseppe Ferruccio (documentalmente a conoscenza) ha omesso la domanda della pendenza di procedimenti penali nei confronti del Caracciolo Pietro, in sede di esame testimoniale.

  • La “sparizione” degli atti e documenti dal fascicolo del dibattimento non ha consentito un'esame della mia fondata pregiudiziale di rito (incompetenza territoriale dell'Ufficio Giudiziario di Salerno in favore dell'Ufficio Giudiziario di Perugia), nonchè le eccezioni di rito (tardività della proposizione della querela, omesso svolgimento delle incombenze ex art. 415bis c.p.p., difensore di fiducia ignorato, trattazione delle varie fasi con difensori d'ufficio !!!!!!).

  • Omessa trasmissione degli atti all'Ufficio Competente, relativamente ai fatti omicidiari, con particolare riferimento all'omicidio di Lanzillotta Luigi, riportato nel capo d'imputazione.

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    Dall'esame del Caracciolo Pietro sono emersi i testi di risulta, i quali possono essere esaminati sulle seguenti circostanze:

    A) Avv. Francesco Pinto (figlio dell'odierno imputato) – Corigliano Rossano, sulle seguenti circostanze, da essere precedute dalla locuzione “vero che ...”:

  • è stato praticante - avvocato, per tre anni presso lo studio legale dell'Avv. Caracciolo Pietro;

  • ha avuto, per un biennio, ospitale dimora e commensalità nella “suite” della villa dell'Avv. Caracciolo Pietro;

  • l'Avv. Caracciolo Pietro ha invitato il proprio genitore (Francesco Antonio Pinto) a Cosenza, poiché una persona di conoscenza del Caracciolo avrebbe dovuto conferirgli un incarico professionale;

  • dopo la fine dell'udienza tenuta dal proprio genitore presso l'Ufficio del Giudice di Pace di Montalto Uffugo, vi siete recati a Cosenza (con il proprio genitore Francesco Antonio Pinto e Caracciolo Pietro) ed il Caracciolo era alla guida dell'autovettura;

  • la persona incontrata si presentava con il nome di Gaspare Cuntrera;

  • Gli Avv.ti Pinto ebbero, nell'occasione, la visione di un soggetto “strano”, per avere una collana di oro massiccio con crocifisso e molteplici anelli posizionati sulle dita;

  • il pranzo veniva offerto dal Caracciolo e, nell'occasione, il Cuntrera Gaspare rappresentava dell'avvenuto arresto del fratello e della richiesta di disponibilità del Pinto ad accettare l'incarico;

  • l'Avv. Caracciolo Pietro invitava il Cuntrera presso la propria abitazione, ma precisava che era ospite del suocero della figlia;

  • durante il ritorno a Montalto Uffugo veniva chiesto il nome del suocero della figlia del Cuntrera ed affermava il Caracciolo che trattavasi di Chiappetta Ferdinando - barbiere, il quale annoverava fra la sua clientela il Cons. Dott. Serafini (ex Procuratore Capo della Repubblica di Cosenza), precisando che il figlio di Chiappetta Ferdinando aveva sposato la figlia di “don” Gaspare Cuntrera ed era titolare di una farmacia a Toronto.

    B) Tarasi Salvatore – Camigliatello Silano (CS), sulle seguenti circostanze, da essere precedute dalla locuzione “vero che ...”:

  • siete stati a Toronto con l'Avv. Caracciolo Pietro e l'Avv. Francesco Antonio Pinto;
  • il giorno antecedente il viaggio di ritorno in Italia siete stati invitati a pranzo da Cuntrera Gaspare ed erano presenti Tarasi Salvatore, Filosa Flavio, Caracciolo Oscar, l'Avv. Caracciolo Pietro e l'Avv. Francesco Antonio Pinto.
    C) Saullo Eugenio, sulle seguenti circostanze, da essere precedute dalla locuzione “vero che ...”:
  • ha accompagnato moltissime volte l'Avv. Caracciolo Pietro nei viaggi a Toronto;
  • ha acquistato partite di legname anche dall'Avv. Caracciolo Pietro.
    D) Dott. Carchidi Gabriele - Cosenza, direttore della rivista “Iacchitè”, sulle seguenti circostanze, da essere precedute dalla locuzione “vero che ...”:
  • ha denunciato sulla propria rivista “Iacchitè” l'Avv. Caracciolo Pietro per una miriade di fatti penalmente rilevanti e procedibili d'ufficio;
  • le denunce penalmente rilevanti e procedibili d'ufficio non hanno avuto riscontro presso l'Ufficio Giudiziario di Cosenza.

Riserve e salvezze più ampie.

Corigliano – Rossano, 03-03-2023.

Con Perfetta Osservanza

Avv. Francesco Antonio Pinto,

nella qualità di Giudice di Pace Coordinatore di Montalto Uffugo (all'epoca dei fatti), contemporaneamente nella qualità di Giudice di Pace Coordinatore Reggente dell'Ufficio del Giudice di Pace di San Marco Argentano (all'epoca dei fatti), contemporaneamente nella qualità di Giudice di Pace Supplente dell'Ufficio del Giudice di Pace di Acri (all'epoca dei fatti), nella qualità di Giudice di Pace di Roma (all'epoca dei fatti).

 

Vera ed autentica la firma dell'Avv. Francesco Antonio Pinto,

nella qualità di Giudice di Pace Coordinatore di Montalto Uffugo (all'epoca dei fatti), contemporaneamente nella qualità di Giudice di Pace Coordinatore Reggente dell'Ufficio del Giudice di Pace di San Marco Argentano (all'epoca dei fatti), contemporaneamente nella qualità di Giudice di Pace Supplente dell'Ufficio del Giudice di Pace di Acri (all'epoca dei fatti), nella qualità di Giudice di Pace di Roma (all'epoca dei fatti).

Corigliano – Rossano, 04-03-2023.

Avv. Roberta E. Pinto

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Al momento non aggiungo altro perchè ho paura.

E la paura corre sul filo della Giustizia.